"1° XR Meeting Genova 2003"
Report e galleria

Sveglia ore 07,00 un messaggio sul cellulare,annunciava l’assenza del zio Roby,poverino !,aveva mal di testa,o forse era reduce da una serata troppo impegnativa…………

Ore 08,00 appuntamento con Stefano80 sotto casa.
Cinghialetto si mette alla guida dell’auto talpa/appoggio e ci dirigiamo alla volta di Aggio per l’appuntamento con STE e Vane,che assieme al Cinghialetto,saranno i ns.occhi con debito anticipo,al fine di evitare spiacevoli incontri con omini vestiti uguali..
Le stesse,sono in contatto telefonico con il sottoscritto,con l’ausilio di un fastidioso auricolare/vivavoce posto sotto il casco.

 H.09.00,giungiamo a Busalla,luogo dell’incontro,troviamo ad attenderci Alessandro e Marco,due Xristi nn iscritti che hanno saputo. Giunge Toto che era transitato poco tempo prima rientrando,con altri enduristi,dal un giro off,poi Fabry,Massi-Ge e Marco Ge. Si unisce pure un’amico di Toto, Stefano, transitato per caso con il suo YAMAHATDM

Verso le h.10,15 giunge Zico10 e il gruppo lombardo,composto dal Gonzillo,Scintilla,Pablo,Mario con gli amici Febo e Matteo. Superati i convenevoli e le pratiche “ burocratiche”,iniziamo a prepararci per impegnare i previsti percorsi,previo necessarie raccomandazioni circa la condotta da mantenere nei luoghi abitati. La FIAT 600 color puffo,viene invasa da zainetti,giubbotti,marsupi,utilizzati dai partecipanti per la trasferta. Il primo problema tecnico,l’esplosione della cerniera della tuta ex novo del buon STE,che caratterizzerà tutta la giornata,con la paziente Vane che lo inseguiva nell’intento di riparagli,con del nastro,l’accesso dell’aria alle parti intime. E’ lo scotto da pagare,quando si vuole emulare i modelli dei cataloghi.!

Il gruppone parte con fare feroce,per la trasferta che ci condurrà verso il tratto “a sorpresa” da me inserito. Prima tappa Borgo Fornari, per il rifornimento,saturando l’area del piccolo distributore.
Si procede ordinati,sino ad Isola del Cantone/bivio per Vobbia, inizia il tratto totalmente extraurbano ed il ritmo aumenta,con il sottoscritto a capobranco che tenta di tenere a freno il groppone sino al superamento del centro urbano di Vobbia.

Da qua,inizia uno dei tratti più tecnici fra i tracciati genovesi adibiti alle gare in salita locali,la Vobbia/Crocefieschi,caratterizzato da curve cieche e tornantini a sorpresa. Al fine di assicurarmi il transito di tutti i partecipanti,mi perdo la testa del gruppo,giungendo a Crocefieschi assieme alla coda del serpentone.

Circa. la condotta della testa del gruppo,mi viene fatta dettagliata relazione,con ricchi racconti di “dritti” e di traiettorie non proprio ortodosse da parte di alcuni dei partecipanti. Tappa caffè al baretto di Crocefieschi,l’entusiasmo e’ alto,il percorso a sorpresa è stato gradito, classici scambi di impressioni,prese visione dell’usura gomme,ammissioni di errori…etc…etc.…

Comodamente seduto al tavolino,decido di chiamare il moribondo zio Roby,che mi risponde con un filino di voce,garantendo,che ,se si fosse ripreso,ci avrebbe raggiunto per il pranzo. A tutto il gruppo nasce spontaneo,un gesto unanime,mimando l’allungamento del naso di un personaggio di Collodiana tradizione. La povera Vane era,come al solito,china di fronte allo STE,nell’intento di risaldare,la cerniera utilizzando,questa volta,nel robusto nastro da pacchi prelevato dalla mia autovettura mentre,il,Cinghialetto,ammoniva gli animi più accesi che,transitando,avevano sverniciato l’auto talpa causandone,inoltre,lo spegnimento del motore, per la rarefazione d’aria causata dal risucchio del passaggio del gruppone.

Si riparte,impegnando un tratto in discesa che ci permette di bypassare alcuni centri abitati,conducendoci in localita’ Avosso. La partenza vede le estemporanee evoluzioni dei BULGARI,un noto gruppo di acrobati che impenna in paese.... I locali indigeni ci osservano maledicendoci con misteriosi rituali.

Il tragitto e’ caratterizzato da un tratto veloce in discesa,seguito da una serie di tornantini e cavatappi in pendenza decisa,le gomme si sprecano ! Infatti nn si capisce se e’ piu’ in evidenza il rumore degli scarichi o lo stridio dei pneumatici post in ingresso.

Giungiamo a valle,ad Avosso,ove Stefano col suo TDM,ci lasciano.Percorriamo un tratto di trasferimento e sostiamo a Casalino per un ritocco ai rifornimenti.. Vengo a conoscenza che,il Cinghiale,non rammentando della telefonata fatta allo Zio,non nota che il cellulare utilizzato e’ rimasto in mio possesso, rendendo muta l’auto talpa.

L’ungolato suppone di averlo scordato al bar,mandando un componente del gruppo ad avvisarmi di possibili ritardi sulla tabella di marcia. Per mantenere fede al classico tempismo femminile,squilla il cellulare mentre finisco di indossare il casco senza auricolare,…………invito Stefano80 a rispondere in mia vece con il cellulare in questione.

Era il Cinghiale che, utilizzando il cellulare della Vane,tentava di mettersi in contatto col Bar,non capendo che stava parlando con Stefano80.

Uno spettacolo !!!

L’orda barbarica rimuove,superando Montoggio alla volata di Strada di Laccio,un percorso caratterizzato da tratti medio veloci e stretti alternati a sorpresa. Il passo è elevato,grazie alla limitata presenza di nn addetti ai lavori su tutto il percorso.

Conduco il groppone con GONZILLO/OMBRA al seguito. Ahime’,neanche l’ombra di ignari stradisti…….

Giunti al bivio con Torriglia,rallentiamo per fare ricompattare il gruppo e,causa momentanea essenza dell’auto talpa,per accertare eventuali presenze ostili.

Imbocchiamo la galleria,quando un paio di malandrini mi sfugge di mano,non notando il vistoso rallentamento imposto causa probabile presenza Telelaser all’uscita della stessa.

Giungiamo con le patenti integre al bar di Sottocolle,noto ritrovo di appassionati di mezzo nord Italia.

Soliti scambi di impressioni,sigaretta per i piu’ viziosi.

Arriva l’auto talpa con il,Cinghiale che cerca di investirmi causa la brutta figura del cellulare smarrito.

La Vane si ricimenta nella saldatura della cerniera del buon STE;il nastro adesivo aumenta, assomiglia sempre più ad un plico giunto dalla Russia. Sondati i partecipanti,propongo un’andata e ritorno per la strada di Boasi,vero cult per lo smanettone feroce. Il consenso appare unanime,e ci dirigiamo verso la corta galleria che ci conduce al percorso.

Il tracciato in questione è definito una pista,anch’esso ospite di un’altra gara in salita dell’entroterra Genovese,la Ferriere/Boasi. E’ popolato,come dissi sopra,da appassionati di mezzo NordItalia, che lo apprezzano per la particolarità di essere costantemente esposto alle correnti calde provenienti dal mare,situato a d una ventina di km. Ciò consente, all’asfalto,di non essere mai umido, anche nelle stagioni invernali. Lo stesso è di grana grossissima, dal manto non perfetto che obbliga,specie con la guida pulita, a traiettorie ben precise;ma con i motard, il problema, è quasi inesistente.
La conformazione della “pista“ è tipica delle strade collinari/montane,un serpentone che supera i 10 km di lunghezza in piena continuità, con rettilinei brevi,una manciata di curve in appoggio ed una miriade di altre di medio e corto raggio. Il tutto è interrotto dal paesino di Boasi,lungo appena una cinquantina di metri, e da pochissime casette specie nella parte bassa. Utilizzo l’andata in discesa per accertarmi delle condizioni di alcuni punti critici,caratterizzati da sporadiche presenze di pietrisco,e l’assenza degli omini vestiti uguali. L’andatura e’ sciolta,con il serpentone che copia il tracciato in,quasi,tutta calma.

Giungiamo a Ferriere,e’ il momento di fare inversione ed impegnare il tracciato in salita. Apro la strada,imponendo un certo ritmo,attento a possibili intrecci di traettoria con eventuali stradisti  che,data l’ora topica,potrebbero giungere dal senso opposto.

Percorriamo un paio di km ,quando un paio di malandrini,decidono di sottrarsi dalla mia funzione di battistrada,aumentando ulteriormente il ritmo. Memore dei moniti del Web,il sottoscritto e compagni di merende,decidiamo di lasciarli sfogare,non volendo trasformare il meeting in una gara.

Il grosso del gruppo,più o meno compatto,giunge a fine corsa,passando di fronte ad un gruppo di motociclisti francesi  fermi a lato strada che,a giudicare dalle loro manifestazioni al nostro passaggio,proprio piano non dovevamo andare. Nuovo raduno nel piazzale del bar di Sottocolle,con il congedo di Marco Ge,Massy Ge ed Alessandro.

Mancano all’appello Stefano80, STE e Toto che,utilizzando la scusa di sostare lungo il percorso,per osservare meglio i transiti dei componenti,attendono il nostro.passaggio per esibirsi in solitari funambolismi,lontano da sguardi profani. Ulteriore scambio di impressioni e commenti con sfoggio di complimenti per i tassellodotati,veramente all’altezza della situazione.

In particolar modo,a detta di molti,il TOTO che ha dato sfoggio della sua esperienza nel controllo del mezzo,regalando momenti di vero spettacolo. Nell’occasione,faccio testare il KAPPONE a Scintilla e Mario.

Tanto per innalzare i valori doopanti,disciolti nel sangue,il misterico Stefano80,si fa’ beccare con una bottiglietta di ,nn già semplice chinotto ma,bensì,il molto più potente Chinò energy,lasciando presagire imminenti trasformazioni repentine nel malvagissimo Hyde80.

Intanto,il prode Pablo,continuava ad immortalare l’avvenimento con la sua fida macchinetta ….. Schivando a più non posso di essere immortalato lui stesso,ma non riuscirà nel suo intento… galvanizzando il gruppo con la sua simpatia.

Giunge l’ora di muovere in direzione Creto,ove ci attenderà un pranzetto…..leggero…leggero presso un’agriturismo del luogo. Si ripercorre la lunga galleria,detta Siberia dal Cinghialetto,a causa del notevole sbalzo termico all’interno di essa presente all seasons,per reimpegnare la Strada di Laccio. Il passo del gruppone è all’incirca come all’andata,con il sottoscritto tallonato dal solito OMBRA/GONZILLO a seguire STE ma con alcuni componenti di spicco, penalizzati dalla carenza di carburante.

Giungiamo a Montaggio e decidiamo di effettuare un breve variazione di rotta al fine di rifornirci di carburante. La fame inizia ad annebbiare le menti e, l’imbocco del bivio conducente verso la località dell’agognato pranzo,incrementa ulteriormente le performances individuali. Il tracciato e’interrotto dalla presenza di alcuni centri abitati ma,data l’ora si poteva mantenere il polso pesante. Prendono la testa Stefano80 e STE padroni di casa, con al seguito una mandria di scalmanati con la bava alla bocca ed i crampi allo stomaco.

I 100 km percorsi in circa due ore e mezza si fanno sentire,disturbando le traiettorie con visioni mistiche di arrostini con patate in vassoi di argento posizionati a centro strada. Ciò incrementa notevolmente gli errori di alcuni,con lunghi e traiettorie all’anglosassone.

Giungiamo alla bramata località con qualche malandrino che,sfuggito al controllo,rischiava di pranzare direttamente in mare.. Attesi gli animi più pacifici,ricompattiamo il gruppo ed entriamo nel parcheggio dell’agriturismo.

Solite scene,da paesi del terzo mondo,nonostante l’entrata nel terzo millennio,la gente comune,al nostro arrivo,appare ancora allibita,incuriosita,scioccata. E’ una situation commedy tipica ad ogni latitudine che ti fa’ sentire un moderno Livingstone tanto da desiderare di condurre al seguito doni vari,quali palline colorate,specchietti…etc…etc..,pensando che prima o poi,verranno a toccarti viso e capelli per capire di che razza sei.

Un domenicale più ardito degli altri, autoelettosi sciamano o capotribù,si avvicina con prole al seguito recitando alcuni versetti di rito quali: rivolte ai figli……..Guardate…….una moto !     ( un senso di analisi eccezionale !.!.!.! ) Oppure,rivolte ad uno di noi………Ma e’ da cross ?,e un 150 ? ------( la tristezza assoluta !.!.! )

Gettate le palline colorate e donati gli specchietti,iniziamo la svestizione che,nel caso del buon STE,ha necessitato dell’intervento sella paziente Vane armata di cesoie trinciapolli,al fine di tranciare i varii giri di nastro sovrapposti ad ogni sosta. Nel mio caso, ho eletto il Cinghiale ed altro componente del commando ad apriscatole umani,al fine di farmi sgusciare dalla tuta senza ululare a causa della spalla con frattura artisticamente mal saldata.

Il caro Pablo detto  “The Eye” indossa un parrucchino bianco a campana stile Andy Wahlor ed inizia la sua produzione di foto artistiche, con particolare dell’auto talpa trasformata in armadio per zainetti,marsupi,caschi,giubbotti e paraschiena. Pareva ,anche dato il colore blu pastello,un barbapapà dopo una cena di nozze,con il tetto rigonfio a palla .

Nella piazzetta conducente all’ingresso del locale,io ed il Pablo,approfittando al volo di un improvvisato amore per i bambini, socializziamo con una mamma di promettente aspetto ma, timoroso di essere “caricato” dall’ungolato,preferisco desistere trascinato dal Pablo.

Il locale è grazioso, accogliente, caratterizzato da uno splendido pantalone bianco attillatissimo indossato su fondoschiena degno di nota al tavolo vicino l’ingresso. Memore della minaccia sopraincombente,dirigo la mia attenzione sull’abbuffata imminente.

Per par condicio, scelgo di sedere al capo opposto dei “compagni di merende con, ai miei fianchi, Mario e soci. Le parole si fondono a portate e brocche di vino,con la figura di OMBRA/GONZILLO“,che si esibisce in performances di inglobamento di ogni cosa di assimilabile gli passi di fronte. Penso che al posto dell’apparato digestivo,celi una sorta di buco nero,una porta spaziotemporalgastrica che trasporta il cibo in altre dimensioni. Il pranzo termina a colpi di grappa e limoncello e, fuoriusciti dal locale, si assistono a scene di difficolta’ di deambulazione.

Il sottoscritto,viene pressato nella tuta tramite l’ausilio di un battitoio per paraolii forcella mentre,il buon STE, deve dare delle direttive alla paziente Vane circa l’aumento della quantità di nastro da pacchi.

Il cinghiale si fa strada all’interno dell’auto talpa,che nel frattempo ha subito la dilatazione degli indumenti ed accessori,trasformandosi in una roulottes anni 60’. Lo stesso ungolato,tramite lanci ben calibrati,distribuisce gli indumenti ai componenti del gruppo che,nel frattempo,avevano assunto una posizione ad “ U “rovesciata sopra le selle delle fide cavalcature. STE e Vane,data la vicinanza con la base operativa,inforcano l’XR Joebardiano e ci salutano.

Con non poche difficoltà, la falange riprende il movimento, barcollando, con traiettorie non proprio lineari e data l’ora, desistiamo nel completare la sessione kilometrica pomeridiana..

Ci abbandona, al bivio Casella/ Montaggio,il prode Zico10,che procederà via provinciale passando per Torriglia,il gruppo prende alla volta di Busalla ove sostiamo all’ingresso del casello autostradale per i saluti di rito. Fabry si dirige verso Gavi,che gli consentirà un notevole taglio per la direttiva Cuneo

Parte il funambolico TOTO che conclude la giornata nelle spire della Campora;il bellissimo tratto molto guidato della A7 in direzione Genova.

Il gruppo lombardo ha tardato,per l’attesa dell’auto talpa, al fine di recuperare gli ultimi accessori per la trasferta.

Congedati anche loro, spedita l’auto talpa in direzione home, con Stefano80 e Marco,decidiamo di rientrare via P.sso dei Giovi, altro percorso cult Genovese. Nel tragitto come buona chiusura della giornata,molestiamo due stradisti………

-- Giantsquid --

 

Galleria Fotografica

    Gonzillo e Giant
    La puffo-macchina
La gomma di Giant    
Vane e STE Gonzillo Giant
Gonzillo Stefano80 STE
  Maura e Vanesa Stefano80, Gaintsquid, STE e Gonzillo
Pablo Pablo