Eventi - Pomino '04

La sgommata del Pomino in una certa….. “MANIERA”…….

Report di:

Rocky

Foto di:

Pablo
Data: 21 novembre 2004

Località:

Pomino (FI)
Partecipanti: ROCKY (HONDA XR 400 R), PABLO (SUZUKI DRZ 400 E), MAX (SUZUKI DRZ 400 S), DAVIDE3 (HONDA XR 650), MARCO (KAWASAKI KLX 300).


Il Gruppo del “Nord” (Rocky, Pablo, Max, Davide3, Marco) si forma. 

Finalmente dopo decine e decine di post sul Forum XR-Italia con argomento Pomino, sabato pomeriggio ci ritroviamo ad Opera (zona sud di Milano) per le operazioni di carico delle moto sui carrelli. Stranamente tutti sono puntuali, evidentemente l’importanza dell’evento ci ha messo, come si suol dire, le “ali ai piedi”. Peccato però che fra una cazzata ed un’altra perdiamo un sacco di tempo tanto che riusciamo a partire alle 5 di sera con almeno ¾ d’ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia.

Il viaggio procede tranquillo fino a Firenze Sud quando, dopo l’uscita dal casello, iniziamo ad aguzzare la vista per seguire i cartelli in direzione Pontassieve. Giunti in prossimità del paese, chiamiamo l’albergo che si trovava in paesino chiamato San Francesco, per annunciare il nostro arrivo e per avere le ultime indicazioni circa la strada da fare. Arrivati davanti all’albergo (verso le 9 di sera) scendiamo per scaricare le moto e subito ci accorgiamo che fa un freddo BOIA!! Il termometro segnava 1 grado!! Mentre mi si ghiacciavano le mani sciogliendo i nodi delle corde sui carrelli già pensavo che all’indomani in mezzo ai boschi avremmo trovato delle belle sorpresine…..ghiacciate!

Comunque dopo aver scaricato anche i bagagli e preso possesso delle nostre camere (e isolato il Pablo nell’unica singola prenotata visto che sicuramente parla anche mentre dorme), ci dirigiamo verso Pontassieve by night con l’intento di sbranare qualche cinghiale vista la fame e l’abbondanza dell’animale nella zona.

Nel centro del paese ci mettiamo in cerca del ristorante/pizzeria suggeritoci dall’albergo e, dopo un po’ di tentativi finalmente lo troviamo. L’ora dell’agognata pappa era giunta! (alle 10.30 di sera…..).

Ordiniamo delle pizze ma nell’attesa ci facciamo portare due vassoi di crostini (fra cui quelli “neri” classici toscani) e vino novello. I più masochisti di noi (non li cito) ordinano pizze ai fagioli all’uccelletta!. Ora io li avevo mangiati altre volte i fagioli all’uccelletta ma nella pizza mai!

Comunque abbiamo mangiato bene e con le ultime cazzate della sera ci siamo finalmente ritirati in albergo a dormire.

 

Il mattino; Armaduk ci fa una pippa.

Sveglia alle 7.30, vestizione, ricovero dei bagagli in una stanza lasciataci dall’albergo a nostra disposizione fino alla sera e colazione abbondante.

Tiriamo fuori le moto dal box e partiamo in direzione Pomino che da San Francesco dista circa 4 km. Temperatura 1 grado, brina sui campi ai lati della strada, le mani nei miei guantini off mi si congelano progressivamente, il naso e il mento non li sento più. I miei colleghi forse stanno meglio. Pablo ha i guanti in neoprene mentre Davide3 ha una specie di passamontagna degno di una spedizione nell’Antartide.


La mattina; partenza dall'albergo

La mattina; fa freddino……..

La mattina; ci si copre come si può…

Ad ogni modo arrivati al Pomino, anche se mezzi congelati, ci fermiamo davanti al ritrovo dell’organizzazione e li subito la prima sorpresa; Max aveva la ruota anteriore bucata. Merda, iniziamo bene la giornata! Per fortuna nelle vicinanze c’erano dei furgoni di rivenditori di accessori per moto che avevano anche le camera d’aria. Compriamo il ricambio e smontiamo la ruota peccato che…...non avevamo le leve per stallonare il copertone.

Nella sfortuna culo vuole che, sempre nelle vicinanze becchiamo un altro furgone con dentro una specie d’officina ambulante dotata di uno smontagomme manuale. Il proprietario del furgone non solo ci presta l’attrezzatura ma anche ci aiuta nella sostituzione della gomma. Un grazie da tutti noi.

 


La partenza; il primo inconveniente….iniziamo bene!;

La partenza; ci si improvvisa meccanici

 

Nelle operazioni di rimontaggio della ruota le pastiglie si avvicinano troppo l’una con l’altra tanto che il disco del freno non riesce a passare. Urge una cacciavite piccolo per separare le pastiglie e non avendolo pensate un po’ a chi lo vado a chiedere? A Masso che era li con Vittorio67, Jil e Augh. Li avevo avvisati poco prima del nostro arrivo ma non li conoscevo personalmente se non attraverso il Forum!! I casi della vita!

Comunque presentazioni, foto di rito e PARTENZAAAA! (con un’ora di ritardo).

 


La partenza; foto di gruppo (da sinistra Rocky, Jil, Vittorio67, Masso, Augh, Pablo)

La sgommata; il Gruppo del “nord” e gli amici toscani si perdono di vista. 

Trovato non senza difficoltà il sentierino sterrato che decretava l’inizio del giro, dopo due km il primo tappo dovuto ad una salita un po’ ripida con una curva secca. Una difficoltà banale che però nel parapiglia ci fa perdere subito di vista i compagni di viaggio. Rimaniamo io, Pablo e Max.

Dopo ancora qualche km di sentierino facile facile ecco le prime indicazioni che fanno un attimo riflettere l’endurista sulle grandi domande della vita; a SX “facile” a Dx “difficile”. Che famo? Ci guardiamo in faccia e detto maccheccazz….scegliamo il difficile.

Partiamo ma quasi subito troviamo il secondo tappo dovuto anche qui ad una salita ripida (più della precedente) con una curva secca sulla SX alla cui base c’era un bel lastrone viscido viscido tipo “cera per pavimenti”. Sulla salita si affollavano un po’ dappertutto diverse moto soprattutto due tempi che sgasando allegramente, ma rimanendo sostanzialmente ferme, rendevano l’aria irrespirabile.

Nel frattempo, giusto per complicare la situazione, salgono due quad che, dopo aver chiesto strada molto “simpaticamente”, si piantano anche loro sul lastrone in una posizione veramente ridicola; quello dietro sosteneva quello davanti per non farlo scivolare all’indietro.

Decido di partire. Costeggio il bordo della salita, supero i quad ma giunto anch’io sul lastrone, forse per una non sufficiente velocità, mi fermo causa lo slittamento della ruota posteriore. Un simpatico personaggio con un KTM che era partito subito dietro di me giunto nel punto dove mi ero fermato scivola, mi prende in pieno, mi utilizza come appoggio e riparte senza neanche avermi detto grazie…….

Il risultato è che scivolo indietro e vado ad incastrarmi sotto il quad….la situazione diviene ancora più ridicola!

Pablo che era dietro di me riesce a passare e grazie al suo aiuto riesco a tirar fuori la moto da quella situazione imbarazzante. Dopo che è passato anche Max senza problemi, continuiamo il giro che si presenta abbastanza facile anche se in alcuni tratti il fondo è molto scivoloso causa una strana poltiglia di fango misto ghiaccio.

 

La sgommata; ….in una certa…. “MANIERA”…. 

Al km 11 del mio trip per non tamponare uno che in una salita molto viscida per la famosa poltiglia mi si era fermato proprio davanti, faccio un bel volo. Quando alzo la moto mi accorgo di non avere più il pedale del cambio (spezzato all’altezza dell’alberino).

 


La sgommata;…….ecco il feticcio……

 

Riparto con la marcia che avevo in quel momento (la prima) e raggiungo Max e Pablo che si erano fermati ad aspettarmi. E’ FINITA! Dico ai colleghi che, vista la situazione, iniziano a cercare di tirami su di morale.

Vagliate varie possibilità decidiamo di tornare a Pomino per vedere di recuperare un pedale da quei venditori di ricambi che avevamo incontrato la mattina alla partenza. Troviamo nelle vicinanze un sentiero che ci porta ad un casolare e poi in una strada a sterro percorribile anche con l’auto. Dopo qualche km e un paio di bivi senza indicazione ci rendiamo conto che se andiamo avanti ci perdiamo con il rischio di perdere un casino di tempo. I colleghi mi convincono allora che la cosa migliore da fare è proseguire anche se piano e vedere come va.

Solo con la prima non vado neanche troppo piano tanto che mi rendo conto di non rallentare per nulla sia Max che Pablo. L’unico problema è che devo fare tutto con una mano se non voglio spengere la moto. Il percorso è bello e le difficoltà, anche superiori rispetto a quelle affrontate all’inizio, le superiamo molto bene. Difatti arrivati ad uno spiazzo circa al 20esimo km dove c’era anche una ambulanza e una strada che mi avrebbe riportato a Pomino, decidiamo di proseguire.

 


La sgommata; ….comunque vado avanti……

 

Nel frattempo ritroviamo Marco che di li a qualche km avremmo nuovamente riperso e Davide3 che con il suo cammellone (XR 650) stava andando alla grande nonostante non sia propriamente un gigante (COMPLIMENTI!!!).

I Km scorrono veloci. Il percorso in alcuni punti è impestato di fango mentre in altri troviamo vere e proprie piscine con fango liquido ad altezza motore!! C’è anche qualche bella mulattiera con pietre sconnesse e lastroni viscidi e un paio di belle discesone spaccabraccia che abbiamo affrontato senza fermarci. Ormai ci siamo scaldati e nulla ci ferma più tranne un micidiale canalone impestatissimo che, per un errore più che altro di prospettiva proviamo a bypassare di lato superando un grosso tronco posto di traverso in terra. Solleviamo la moto di Pablo e lo facciamo passare ma pochi metri più avanti c’era un altro tronco messo in una posizione ancora peggiore.

Decidiamo allora di passare dal canalone e uno dietro l’altro, semplicemente andando giù in velocità e con un filo di gas sulla risalita, lo superiamo senza problemi.

 


La sgommata; il canalone impestato by Davide3

 

Il mio trip segna ormai 42 km e siamo al fettucciato. Molto bello devo dire anche se oramai con la fatica soprattutto sulle braccia che si faceva sentire non me lo sono goduto fino in fondo. Max vola e distrugge il faro del suo DRZ (in precedenza aveva spezzato a metà la leva della frizione con una caduta praticamente da fermo. Che sfiga!).

Il giro è finito, siamo stanchi ma contenti e io mi sono fatto il Pomino……in PRIMA!!!

 


L'arrivo; felici e contenti


L'arrivi; i feticci non mancano…..;

Il gruppo del “Nord” si riunisce al ristorante. 

La fame si fa sentire. Decidiamo allora di mangiare e fare un secondo giro visto che con i tempi ci saremmo pure stati. Il pedale del cambio però non salta fuori né dai venditori di ricambi né dagli altri enduristi. Nel frattempo arriva Marco che avevamo perso un bel po’ di km prima e incontro il mitico XRJOIN che avevo conosciuto all’XR Meeting di due anni fa.

Il pranzo è discreto: polenta con cinghiale, salcicce con spinaci o fagioli all’uccelletta (ANCORA!!) e vino a volontà.

 


L'arrivo; la magnata

 


L'arrivo; con altri Xristi, XRJOIN al centro e un suo amico (ultimo a dx)

 

All’uscita dal ristorante troviamo Masso e Jil appena arrivati mentre Vittorio67 e Augh erano ancora per colline e la mitica FEP + NIK al suo SECONDO GIRO!.


L'arrivo. La NIK e la FEP

Una chiacchiera tira l’altra, il tempo passa e il secondo giro va a farsi benedire. Torniamo in albergo carichiamo le moto e i bagagli e partiamo verso Milano non senza aver fatto un bel po’ di fila sulla A1 tra Firenze Sud e Prato.

 

Conclusione. 

E’ stata proprio una bella giornata. La Sgommata del Pomino è alla portata di tutti, l’organizzazione è buona, il percorso è ben tracciato, si mangia bene e il fettucciato se uno ha voglia lo può fare quanto gli pare. Per i più smanettoni c’è la possibilità di fare un secondo giro.

Per contro il prezzo è un po’ altino 35,00 € oppure 20,00 € senza pranzo, fanno passare i quad (quando da nessuna parte parlavano della loro presenza) e ho notato anche alcune moto da cross senza targa (ma questo purtroppo l’ho visto anche in altre motocavalcate).

Un grazie al Gruppo del “Nord” e un saluto a tutti gli amici del Forum XR-Italia incontrati!

 

I protagonisti (devastati per cui non fate caso alle facce) prima del rientro a Milano.

 

DAVIDE3

MARCO

 

MAX

 

ROCKY

 

PABLO