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Contiamo i giorni prima della partenza, non passano più, ma
finalmente……. Valgatara ore 6.00 di sabato 29 settembre, luogo di
ritrovo officina dell’amico Lele. Arriviamo nel buio, un faretto da
minatore c’illumina, proviene da un viso segnato di
stanchezza…
"Ragazzi mi dispiace è dalle cinque di ieri che sono in piedi,
purtroppo devo finire di preparare ancora una moto"… la nostra
risposta: " NO PROBLEM ".
Alle ore 11 tutti pronti per partire.
Mario, Tiziano, Max, Alberto e Lele, così divisi: Alberto e Max con un
furgone ducato, contenente tutto il necessario per portare a termine
l’avventura nel migliore dei modi, naturalmente anche le quattro
magiche “XR”.
Lele, Mario e Tiziano alla guida del golf, che trainava il carrello,
dove sfiziosa alloggiava la maestosa XR 650, bastava guardarla per
mettere in moto la nostra fantasia, aiutandoci a superare le lunghe 15
ore di viaggio.
Domenica ore 2 siamo in hotel 8,30 già operativi.
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Primo
giorno:
Ci sentiamo emozionati come ragazzini al primo giro in moto, subito alle
prese con un terreno molto fangoso, ne sanno qualcosa di più Max e
Tiziano, che ignorando la traiettoria di chi li ha preceduti, come S.
Tommaso mettono il naso in un passaggio melmoso, moto impantanate fino
al motore, volo d’angelo dei nostri bravi ragazzi, predica severa del
maestro che prima di aiutare a tirare fuori le moto si è assicurato che
qualcuno avesse immortalato il momento.
Quando il terreno si fa più compatto le
medie aumentano, ma bisogna seguire le indicazioni del roadbook, Lele si
ferma all’incrocio con Mario e Alberto, Max se n’accorge
all’ultimo, mega inchiodata con scivolata come una palla da bowling,
fermandosi sul birillo Alberto, scosso leggermente, ma senza cadere.
La nuova giacca di Max non era più vergine.
Commento serale di Tiziano visibilmente provato: "Solo da oggi mi
sono appagato del viaggio". Si volta Lele e con un cenno al sorriso
sulle labbra, gli risponde: "Questo e solo l’antipasto". |
Dopo
la resa ad un passaggio
impossibile, Alberto offre la
sua acqua a Lele |
Lele
recupera la moto di
Alberto e Max lo segue
per superare il passaggio |
L’allievo
Max supera
il maestro Lele |
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Secondo
giorno:
Dopo aver dormito in caratteristico castello e fatta l’ordinaria
manutenzione alle moto, ricomincia l’avventura, fango, fango e ancora
fango, le moto sculettavano come puttane, Alberto rimane sotto la moto
in seguito ad una caduta, Lele si avvicina e grida: "Che cazzo
aspetti a rialzarti?", con la gamba bloccata, in un attimo era già
a cavallo della sua XR 600.
Eravamo tutti increduli dei chilometri che macinavamo, in paesaggi
sempre più caratteristici, sembrava che il tempo lì si fosse fermato.
I profumi del bosco, gli sguardi vissuti e sereni della gente ci
avvolgevano di calore, in una sosta dovuta alla soluzione di un
problema, un contadino si avvicina, ci bacia le mani ed è convinto che
siamo venuti dal cielo, apre gli steccati per evitarci il disturbo di
scendere dalle moto.
Continuiamo a smanettare, quando all’imbrunire ci accorgiamo d’avere
ancora tanta strada da percorrere. Alle 24.30 eravamo in albergo, dopo
aver percorso 300 km di sterrato. Alberto accusa un serio mal di glutei,
causato dai ciclisti sintetici. Dopo essersi specchiato in albergo, il
compagno di camera Max, paragona il suo culo a quello di una scimmia.
Risolve il problema con molta pasta fissan e slip di cotone. |
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Terzo
giorno:
Dopo aver controllato e messo a punto le XR, era già trascorsa metà
mattina.
Senza perdere altro tempo si riparte. Dopo circa una decina di km,
veniamo catapultati in un incubo…. Tiziano ci saluta, ricordando che
sarebbe rientrato usufruendo del percorso alternativo asfaltato. Per
farla breve, dovevamo percorrere un canale difficile da fare a piedi.
Tutti eravamo d’accordo per cambiare sentiero, ma Lele non ci sentiva.
Dopo aver legato una moto con la cinghia e circa un’ora di lavoro,
abbiamo percorso non più di quattrocento metri, (non eravamo arrivati
neanche a metà).
A quel punto Max convince Lele a cambiare percorso, mezz’ora dopo
tutti sdraiati su di un campo a recuperare il fiato. Dopo aver ritrovato
la strada con un sentiero alternativo grazie al GPS di Lele, proseguiamo
la nostra avventura, tra sassi e fango, arriviamo ad un ruscello dove su
di un lato c’era appoggiato un bicchiere. Dopo aver bevuto, abbiamo
commentato meravigliati dell’altruismo che vive in quelle valli: forse
bisognerebbe imparare a vivere da questi abitanti.
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Foto
di gruppo, da sinistra:
Mario (il dottore), Lele,
Max e Tiziano |

In
notturna, la moto è
di Tiziano…….. |

Max
alla prima
esperienza d’enduro |
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Quarto
giorno:
Tutto ok, operativi già alle ore 9. Dopo qualche ora di navigazione,
Max rimane in coda, non vedendo tracce ad un incrocio composto di tre
vie, si ferma nell’attesa che qualcuno andasse a recuperarlo. Spegne
la moto per capire da dove provengono i suoni dei motori, ma niente, una
voce incazzata si alza sulla valle: è Lele, che ordina di proseguire,
le strade che portano alla sua voce sono due e da li nasce un’accesa
discussione a distanza.
L’intelligenza d’Alberto fa in modo di riappacificare i due, andando
a recuperare Max. Arrivati alla sosta prestabilita e dopo essere
rifornito le nostre XR, ci accomodiamo su di un prato verde con le
nostre compagne di viaggio (XR). Finito di mangiare e bere, foto di
gruppo e via. Max è costretto ad abbandonare per la corona finita. |
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Quinto
giorno:
Questa giornata è stata caratterizzata dalla prova di navigazione di
Mario, commento di Max: " Era meglio se agli incroci tirava ad
indovinare".
Ad un certo punto ci troviamo su di un monte, non ricordo il nome,
dovevamo proseguire quando veniamo fermati da un militare armato, il
quale c’invita a cambiare percorso.
Li ci rendiamo conto di essere su un campo di addestramento militare,
avremo visto sfrecciare una decina di caccia armati, fare numeri che
solo nei film si vedono.
Da adesso in poi Max, Alberto, Mario e Tiziano si sono esibiti in uno
show di voli, Mario apre le danze credendo di essere un acrobata, a
cavallo della sua XR400 apre su di un prato facendo un perfetto 360°
…… e lui ….., invece di tenerla è sbalzato a circa tre metri, Max
per non essere di meno, pronto a saltare un fosso, solo lui sa cosa ha
fatto, gli si spegne la moto, si ribalta catapultandosi in avanti, gran
botta alla testa e spalla.
Non contento Alberto dà il meglio di sé in un azzardato sorpasso a
Mario, l’inesperienza lo punisce con un gran bel volo a circa 80kmh,
fortunatamente riporta solo un dolore al ginocchio.
Il meglio lo dà Tiziano, convinto di essere un uccello vola su una
cunetta di ghiaia a velocità sostenuta, io (Max) ho visto il volo, ma
non aveva le ali!
Ha fatto un volo alto 2 metri, con la moto alle spalle che lo ha spinto
per circa altri 15 prima di fermarsi.
Una scena che difficilmente dimenticherò. I segni del casco raccontano
il fatto.
Dopo lo show, Max e Lele in coda, subito fuori di una curva incontra
galline e papere sulla loro strada, credendo d’averle evitate tutte,
Max apre, quando una gallina gli attraversa all’ultimo momento. Lele
subito dietro evita quello che né rimane…. Battutaccia del maestro:
" questa sera la mangeranno in brodo". |

Da
sinistra, Mario, Max e Lele,
le moto appartengono
a Max e Lele |

Mario
riempie la sua
borraccia ad un ruscello |

Al
mercato di bestiame,
da sinistra: Alberto,
Lele e Tiziano |
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Sesto
giorno:
Recupero di quello che ne rimane del porta roadbook di Lele, rotto nella
precedente gara (Carpat express). Visita alla grotta di ghiaccio e per
chiudere in bellezza abbiamo completato il percorso in mezzo alla
pioggia e nebbia. Siamo rientrati in albergo distrutti e con l’amaro
in bocca per la fine dell’esperienza. Fra Max e Lele in questi giorni
nasce tra un battibecco e l’altro, una sottile amicizia a tal punto
che i due “PAZZI” si organizzano per non fare terminare lì la
vacanza. Nasce l’idea di rientrare in Italia, ma di chiudere in
bellezza…. Con una motocavalcata.
Tiziano assicura che deve rientrare
assolutamente, Mario ha l’aereo a Verona, commento di Max: "
Basta spostare la prenotazione", Alberto frastornato si lascia
trasportare dagli eventi. Dopo circa venti ore di viaggio e tre ore di
sonno, siamo a Cesena pronti per la motocavalcata. Solo Tiziano e
rientrato a casa, perché è stato informato dalla moglie che diventerà
PAPA’.
Tanti auguri…… |