Eventi - Raduni e Incontri


In questa pagine, e nelle altre che seguiranno raccoglierò le foto, ma sopratutto i report, degli incontri che avverranno tra i visitatori del sito, e che gentilmente vorranno spedirci. 
Una raccolta di memorie, di mini-XRDay, di scorrazzate e quant'altro, da condividere con voi appassionati XRisti.
Se volete inviare i vostri report : webmaster@xr-italia.com

 

"Vacanze Rumene" ovvero...
Romania: Un Sogno, una Realtà

Report di:

Massimiliano Santini

Foto di:

Massimiliano Santini & C.
Data: 29 Settembre - 4 Ottobre 2001

Località:

Romania
Partecipanti: Massimiliano XR 600R - Emanuele XR 650R '01 - Alberto XR 600R - Tiziano XR 600R - Mario XR 400R

Contiamo i giorni prima della partenza, non passano più, ma finalmente……. Valgatara ore 6.00 di sabato 29 settembre, luogo di ritrovo officina dell’amico Lele. Arriviamo nel buio, un faretto da minatore c’illumina, proviene da un viso segnato di stanchezza… 
"Ragazzi mi dispiace è dalle cinque di ieri che sono in piedi, purtroppo devo finire di preparare ancora una moto"… la nostra risposta: " NO PROBLEM ".

Alle ore 11 tutti pronti per partire.
Mario, Tiziano, Max, Alberto e Lele, così divisi: Alberto e Max con un furgone ducato, contenente tutto il necessario per portare a termine l’avventura nel migliore dei modi, naturalmente anche le quattro   magiche “XR”.
Lele, Mario e Tiziano alla guida del golf, che trainava il carrello, dove sfiziosa alloggiava la maestosa XR 650, bastava guardarla per mettere in moto la nostra fantasia, aiutandoci a superare le lunghe 15 ore di viaggio.
Domenica ore 2 siamo in hotel 8,30 già operativi.

Primo giorno:
Ci sentiamo emozionati come ragazzini al primo giro in moto, subito alle prese con un terreno molto fangoso, ne sanno qualcosa di più Max e Tiziano, che ignorando la traiettoria di chi li ha preceduti, come S. Tommaso mettono il naso in un passaggio melmoso, moto impantanate fino al motore, volo d’angelo dei nostri bravi ragazzi, predica severa del maestro che prima di aiutare a tirare fuori le moto si è assicurato che qualcuno avesse immortalato il momento.

Quando il terreno si fa più compatto le medie aumentano, ma bisogna seguire le indicazioni del roadbook, Lele si ferma all’incrocio con Mario e Alberto, Max se n’accorge all’ultimo, mega inchiodata con scivolata come una palla da bowling, fermandosi sul birillo Alberto, scosso leggermente, ma senza cadere.
La nuova giacca di Max non era più vergine.
Commento serale di Tiziano visibilmente provato: "Solo da oggi mi sono appagato del viaggio". Si volta Lele e con un cenno al sorriso sulle labbra, gli risponde: "Questo e solo l’antipasto". 


Dopo la resa ad un passaggio
impossibile, Alberto offre la 
sua acqua a Lele

Lele recupera la moto di 
Alberto e Max lo segue 
per superare il passaggio

L’allievo Max supera
il maestro Lele

Secondo giorno:
Dopo aver dormito in caratteristico castello e fatta l’ordinaria manutenzione alle moto, ricomincia l’avventura, fango, fango e ancora fango, le moto sculettavano come puttane, Alberto rimane sotto la moto in seguito ad una caduta, Lele si avvicina e grida: "Che cazzo aspetti a rialzarti?", con la gamba bloccata, in un attimo era già a cavallo della sua XR 600.

Eravamo tutti increduli dei chilometri che macinavamo, in paesaggi sempre più caratteristici, sembrava che il tempo lì si fosse fermato. I profumi del bosco, gli sguardi vissuti e sereni della gente ci avvolgevano di calore, in una sosta dovuta alla soluzione di un problema, un contadino si avvicina, ci bacia le mani ed è convinto che siamo venuti dal cielo, apre gli steccati per evitarci il disturbo di scendere dalle moto.

Continuiamo a smanettare, quando all’imbrunire ci accorgiamo d’avere ancora tanta strada da percorrere. Alle 24.30 eravamo in albergo, dopo aver percorso 300 km di sterrato. Alberto accusa un serio mal di glutei, causato dai ciclisti sintetici. Dopo essersi specchiato in albergo, il compagno di camera Max, paragona il suo culo a quello di una scimmia. Risolve il problema con molta pasta fissan e slip di cotone. 

Terzo giorno:
Dopo aver controllato e messo a punto le XR, era già trascorsa metà mattina. 
Senza perdere altro tempo si riparte. Dopo circa una decina di km, veniamo catapultati in un incubo…. Tiziano ci saluta, ricordando che sarebbe rientrato usufruendo del percorso alternativo asfaltato. Per farla breve, dovevamo percorrere un canale difficile da fare a piedi. Tutti eravamo d’accordo per cambiare sentiero, ma Lele non ci sentiva. Dopo aver legato una moto con la cinghia e circa un’ora di lavoro, abbiamo percorso non più di quattrocento metri, (non eravamo arrivati neanche a metà). 

A quel punto Max convince Lele a cambiare percorso, mezz’ora dopo tutti sdraiati su di un campo a recuperare il fiato. Dopo aver ritrovato la strada con un sentiero alternativo grazie al GPS di Lele, proseguiamo la nostra avventura, tra sassi e fango, arriviamo ad un ruscello dove su di un lato c’era appoggiato un bicchiere. Dopo aver bevuto, abbiamo commentato meravigliati dell’altruismo che vive in quelle valli: forse bisognerebbe imparare a vivere da questi abitanti.


Foto di gruppo, da sinistra: 
Mario (il dottore), Lele, 
Max e Tiziano

In notturna, la moto è 
di Tiziano……..

Max alla prima 
esperienza d’enduro

Quarto giorno:
Tutto ok, operativi già alle ore 9. Dopo qualche ora di navigazione, Max rimane in coda, non vedendo tracce ad un incrocio composto di tre vie, si ferma nell’attesa che qualcuno andasse a recuperarlo. Spegne la moto per capire da dove provengono i suoni dei motori, ma niente, una voce incazzata si alza sulla valle: è Lele, che ordina di proseguire, le strade che portano alla sua voce sono due e da li nasce un’accesa discussione a distanza.

L’intelligenza d’Alberto fa in modo di riappacificare i due, andando a recuperare Max. Arrivati alla sosta prestabilita e dopo essere rifornito le nostre XR, ci accomodiamo su di un prato verde con le nostre compagne di viaggio (XR). Finito di mangiare e bere, foto di gruppo e via. Max è costretto ad abbandonare per la corona finita.

Quinto giorno:
Questa giornata è stata caratterizzata dalla prova di navigazione di Mario, commento di Max: " Era meglio se agli incroci tirava ad indovinare".
Ad un certo punto ci troviamo su di un monte, non ricordo il nome, dovevamo proseguire quando veniamo fermati da un militare armato, il quale c’invita a cambiare percorso.
Li ci rendiamo conto di essere su un campo di addestramento militare, avremo visto sfrecciare una decina di caccia armati, fare numeri che solo nei film si vedono.
Da adesso in poi Max, Alberto, Mario e Tiziano si sono esibiti in uno show di voli, Mario apre le danze credendo di essere un acrobata, a cavallo della sua XR400 apre su di un prato facendo un perfetto 360° …… e lui ….., invece di tenerla è sbalzato a circa tre metri, Max per non essere di meno, pronto a saltare un fosso, solo lui sa cosa ha fatto, gli si spegne la moto, si ribalta catapultandosi in avanti, gran botta alla testa e spalla.
Non contento Alberto dà il meglio di sé in un azzardato sorpasso a Mario, l’inesperienza lo punisce con un gran bel volo a circa 80kmh, fortunatamente riporta solo un dolore al ginocchio.
Il meglio lo dà Tiziano, convinto di essere un uccello vola su una cunetta di ghiaia a velocità sostenuta, io (Max) ho visto il volo, ma non aveva le ali!
Ha fatto un volo alto 2 metri, con la moto alle spalle che lo ha spinto per circa altri 15 prima di fermarsi.
Una scena che difficilmente dimenticherò. I segni del casco raccontano il fatto.
Dopo lo show, Max e Lele in coda, subito fuori di una curva incontra galline e papere sulla loro strada, credendo d’averle evitate tutte, Max apre, quando una gallina gli attraversa all’ultimo momento. Lele subito dietro evita quello che né rimane…. Battutaccia del maestro: " questa sera la mangeranno in brodo".


Da sinistra, Mario, Max e Lele, 
le moto appartengono 
a Max e Lele

Mario riempie la sua 
borraccia ad un ruscello

Al mercato di bestiame, 
da sinistra: Alberto, 
Lele e Tiziano

Sesto giorno:
Recupero di quello che ne rimane del porta roadbook di Lele, rotto nella precedente gara (Carpat express).
Visita alla grotta di ghiaccio e per chiudere in bellezza abbiamo completato il percorso in mezzo alla pioggia e nebbia. Siamo rientrati in albergo distrutti e con l’amaro in bocca per la fine dell’esperienza. Fra Max e Lele in questi giorni nasce tra un battibecco e l’altro, una sottile amicizia a tal punto che i due “PAZZI” si organizzano per non fare terminare lì la vacanza. Nasce l’idea di rientrare in Italia, ma di chiudere in bellezza…. Con una motocavalcata.

Tiziano assicura che deve rientrare assolutamente, Mario ha l’aereo a Verona, commento di Max: " Basta spostare la prenotazione", Alberto frastornato si lascia trasportare dagli eventi. Dopo circa venti ore di viaggio e tre ore di sonno, siamo a Cesena pronti per la motocavalcata. Solo Tiziano e rientrato a casa, perché è stato informato dalla moglie che diventerà PAPA’.

Tanti auguri……    


Motocavalcata a Cesena

Max in un passaggio 
sempre a Cesena