Le Specials
Honda XR 650R SM
by
Stefano80

   

 

Tutto è iniziato a febbraio 2003, quando complice la febbre a 39° decido di cambiare moto. Non avevo idee chiare, volevo solo cambiare moto, quella che avevo era troppo "illegale" per circolare su strada. La voglia di motard invece arriva da un articolo sul VOR 503-SM apparso MotoTecnica. Era il momento di comprarne uno. Ma a me serviva una moto affidabile, con ricambi facili da trovare, un acquisto "sicuro", una Honda, una Honda XR.
Senza conoscere minimamente la moto sono andato ad ordinarla, quindi mi sono messo a cercare informazioni su internet ed ho scoperto XR-Italia!!

 

 

Dopo qualche mese, capito come si guida una moto del genere sono cominciati i primi "problemi". Qualche raggio rotto, sospensioni un po troppo morbide e freni sottodimensionati. Lo spirito del piccolo preparatore si è nuovamente impossessato di me e complice il fermo moto causato dalla riparazione in garanzia dei raggi posteriori ho cominciato a modificare le sospensioni. Questo è stato l'inizio di un lungo lavoro di messa a punto la cui fine è ancora lontana. Ora le idee le ho molto chiare,  la moto che vorrei dovrebbe essere potente e affidabile come un XR650 con peso e ciclistica di un CRF e impianto freno e assetto "da gara". Non esite? Mi basta andarci vicino...

 

 

Cominciamo la descrizione da ciò che contraddistingue tutti i motard, cioè le ruote. Il cerchio anteriore arriva da un CRF da gara ed è composto da mozzo CHT Chiaravalli in Ergal anodizzato rosso, canale Excel 3,50 x 17" anodizzato nero e raggi alpina da 4 mm (contro i 3,5 di quelli di serie). Al posteriore c'è un cerchio "gemello", i raggi passano dai 32 classici per la Honda ai più comuni 36, ed il canale da 4,25" a 4,50". L'allargamento del canale mi costringe a rivedere il passaggio della catena per evitare contatti con il pneumatico, per altro già presenti con il cerchio di serie. Sposto il giro catena di 4,5 mm all'estero, il massimo possibile, interponendo un distanziale ricavato da una vecchia corona tra corona e mozzo, il pignone invece lo modifico al tornio e lo monto "capovolto". Infine sostituisco la catena con una priva di O-Ring in modo da diminuire gli ingombri laterali (il peso resta invariato).  

I dischi originali non sono più utilizzabili per via dei differenti attacchi sui mozzi, quindi all'anteriore monto un Braking Wave da 320 mm ed al posteriore il disco di serie da 240 mm di un CR250 mod.2005. Questo disco ha lo stesso diametro di quello XR e questo permette di mantenere la pinza di serie con il relativo supporto, però la pista frenante è più alta e quindi non viene completamente morsa dalle pastiglie. Alla prima occasione sostituirò la pinza posteriore con quella di un CR/CRF e la stessa sorte toccherà anche alla pompa in modo da poter eliminare il serbatoio olio esterno (sulle attuali pompe cross  è integrato nel corpo pompa).  

All'anteriore invece tutto nuovo, la pinza è una Discacciati a 4 pistoncini ricavata dal pieno (diametri 31-35) con attacco diretto alla forcella (compatibile con tutte le forcelle Honda XR e CR-CRF fino al 2003), la pompa freno è un Radiale Magura 16x18, ovviamente tubo in treccia metallica fatto su misura con raccordi in acciaio "vecchio tipo" e olio freni DOT5.1, il serbatoio olio arriva dal posteriore di un DR350.

Per le sospensioni il lavoro è stato un po più lungo, più che altro per trovare le giuste tarature. Inizialmente ho modificato gli elementi di serie, poi sono passato alla sostituzione. La forcella Kayaba tradizionale lascia il posto ad una rovesciata Showa da 47mm, probabilmente la miglior forcella montata su moto di serie, primo equipaggiamento per i CR250 e CRF. Per montarla ho dovuto sostituire il piantone di sterzo, le piastre sono quelle di serie di un CR250 pulite dalle sbavature di fusione e lucidate a specchio.

Internamente la forcella l'ho accorciata di 30mm, ho modificato le cartucce per poter rendere regolabile il precarico molla e poterlo quindi diminuire, infine sono intervenuto sulla sequenza delle lamelle. Detto così in poche righe sembra facile, ma prima di capire come funzione questa forcella a doppia camera e su cosa intervenire a seconda delle sensazioni di guida riscontrate l'ho dovuta aprire parecchie volte! (troppo facile spedirla ad un preparatore). Per il posteriore il mono resta quello di serie anch'esso completamente smontato per poterlo accorciare e ritarare a livello di lamelle. Oggi ho ancora qualche problema sulla sua taratura e sul suo corretto spurgo quindi prevedo di riaprirlo a breve.

Un altro "difetto" di questa moto è l'ingombro del voluminoso serbatoio che impedisce rapidi spostamenti in sella e impaccia nelle curve stette. Per risolvere il problema ho montato un kit serbatoio della svizzera Monnier su cui ho adattato per pura estetica i convogliatori CRF mod.2004. Con questo kit la linea della sella diventa molto più piatta ed essendo il serbatoio da 7 litri più stretto la guida ne giova parecchio (quello di serie contiene circa 11 litri). Degne di nota le grafiche " CHINO' " realizzate artigianalmente ritagliando fogli di carta adesiva. Sempre per migliorare la posizione di guida ho montato un manubrio più alto, un WRP Taper X Oversize in ergal con relativi attacchi-adattatori.

 

 

Ho rimosso tutto il superfluo per cercare di abbassare il peso il più possibile, lasciano la moto il vaso di espansione, il paracoppa, la strumentazione e la coda posteriore con relativo telaietto metallico dal peso di 2700g. Come strumentazione ho montato un tachimetro da bicicletta e tutto il gruppo posteriore l'ho sostituito con una coda monopezzo in carbonio realizzata artigianalmente a cui ho attaccato un portatarga ex YZ ed un fanalino a bianco a Led. Per realizzare la coda il lavoro non è stato semplice a causa della mia inesperienza con le fibre composite, esternamente l'estetica è quella CR invece la parte non a vista copia fedelmente la coda originale. La realizzazione di questa coda mi ha impegnato per 5 mesi!!

Il peso della moto è sceso di circa 7 kg nella versione "strada", cioè con la moto completa di fari, frecce, specchio e scarico originale. Nella versione "pista" il peso scende di altri 3/4 kg, in questa configurazione la moto in ordine di marcia pesa circa 130 kg o forse qualcosa meno. La differenza rispetto alla moto di serie si sente immediatamente e sembra ancora più leggera per via dell'abbassamento, inoltre la maggior parte del peso rimosso era posizionato sopra il baricentro della moto, quindi i benefici dinamici si fanno sentire ancora di più.

Per completare l'estetica ho montato un parafango anteriore acerbis ed il faro dei KTM EXC mod 2005, l'unico tra i tanti provati a fare un ottima luce, inoltre visto lateralmente sembra una tabella portanumero. Non mancano i classici paramani chiusi acerbis.

Veniamo al motore, per ora ho fatto solo qualche affinamento, ho sostituito i collettori di scarico originali perché troppo strozzati con dei CRD in acciaio simmetrici. Ora passano a dx e sx del motore e non c'è più il collettore che gira intorno al montante anteriore del telaio. Il terminale di scarico resta di serie, anche se ho a disposizione il Terminale CRD.

Il filtro aria in spugna con relativo rompifiamma metallico lascia il posto ad un filtro K&N ricavato artigianalmente da un filtro ex Peugeot e la respiraizone viene aumentata tramite 3 fori sul fianchetto sx.
L'unica altra modifica rilevante consiste nell'alleggerimento del volano del 10% per migliorare la ripresa, completano la moto l'immancabile gas rapido monofilo da 1/8 di giro e i rapporti finali allungati per sfruttare meglio la coppia del motore.

I margini di intervento sul motore sono davvero elevati, attualmente stimo una potenza di circa 50 cv alla ruota con un affidabilità eccellente. Volendo si potrebbe installare un kit motore HRC o addirittura portare la cilindrata a 700 cc mantenendo comunque una buona affidabilità.

Tra i prossimi lavori prevedo la sostituzione dell'asse a camme con un HotCam Stage2, l'installazione di un carburatore Keihin FCR da 41 mm e l'adattamento di un kit frizione idraulica Magura per CR. La cassa filtro sarà sostituita da una costruita appositamente in carbonio, sia per abbassare ulteriormente il peso sia per poter montare un filtro aria sportivo di derivazione automobilistica, inoltre potrò sostituire i fianchetti laterali con altri tipo quelli CRF. Prevedo anche un ulteriore cura dimagrante per tentare di raggiungere i 125 kg, anche se non penso di farcela. Sono però sicuro di rosicchiare altri 2 o 3 kg.

 

 

Ci tengo a precisare che tutti i lavori eseguiti sulla moto sono opera mia, non sono un meccanico ma solo un hobbista come tanti altri, la maggior parte dei lavori consistono in adattamenti di pezzi comprati usati in modo da contenere i costi. Per lo stesso motivo ho dovuto imparare ad utilizzare tornio e fresa (che mi sono comprato), a lavorare le fibre composite, a preparare le sospensioni e moltissime altre cose che fino a tre anni fa non avrei nemmeno immaginato di poter fare. Troppo facile sfogliare un catalogo o un sito internet ed ordinare i pezzi già belli e pronti o rivolgersi ad un preparatore, tutte le modifiche le ho studiate a tavolino, mi sono sforzato il più possibile di capire il funzionamento dei vari componenti e come modificarli per ottenere ciò che volevo, in questo modo oltre ad essermi fatto una moto davvero unica ho acquisito un notevole bagaglio tecnico. Sicuramente molti di questi lavori potevano essere fatti meglio e/o in tempi molto più brevi se fatti da professionisti, ma la soddisfazione non sarebbe sicuramente stata la stessa. Infondo se non ci si complica un po la vita che gusto c'è!!

 

.:: Orlandini Stefano alias Stefano80 ::.

 

Una breve divagazione off-road

Dell'avantreno originale non rimane niente, la forcella è una Showa bicamera da 47 mm prelevata da un CR250, il cerchio è di un CRF da gara, il disco è un Braking Wave da 320 mm spesso ben 4 mm, la pinza è una Discacciati ricavata dal pieno con due coppie di pistoncini da 31 e 35 mm.

Appena dietro la pinza freno si può vedere il sensore della strumentazione utilizzato sugli HM. Questo sensore è un comune "reed" e si può adattare sui ciclocomputer Sigma.

La catena ora passa alla dovuta distanza dal pneumatico posteriore,  Sui perni ruota sono installati dei tamponi in PVC artigianali per limitare i danni in caso di scivolata.

Questo è il comando gas rapido monofilo da 1/8 di giro, si intravede la splendida pompa radiale Magura 16x18. Il serbatoio dell'olio arriva da un DR350!

Tra piastra superiore e telaio si intravede la boccola da 6 mm utilizzata per compensare l'eccessiva lunghezza del piantone di sterzo ex Honda Bol d'Or. La boccola messa in questa posizione contribuisce ad alzare il manubrio.

Salta agli occhi la compattezza del nuovo serbatoio.

Con il nuovo serbatoio la sella rimane più piatta facilitando gli spostamenti durante la guida.

Le grafiche artigianali costate un paio di notti in bianco a ritagliare fogli di carta adesiva DC-Fix.

La piastra inferiore lucidata a specchio, il faro KTM e gli immancabili adesiuvi XR-Italia

Il portatarga YZ su cui ho adattato il fanalino a led, l'illuminazione per la targa e frecce. Il fondello di scarico è quello "aperto" fornito con la moto.

Ecco i collettori CRD, si possono anche notare i 3 fori sul fianchetto sx per aumentare l'afflusso di aria nella cassa filtro.

L'esigua strumentazione, il manubrio oversize ed il comando luci semplificato.

Questo è lo stelo interno alla forcella Showa con all'estremità il pompante che si occupa della frenatura in estensione. La piramide di lamelle ha subito diverse modifiche prima di giungere alla versione attuale. Si può vedere anche la boccola usata per accorciare la forcella.

Questa è la cartuccia della forcella Showa. Sulla sinistra si può vedere la boccola centrale che ha anche la funzione di "appoggio" per la molla. Variando la sua posizione si riesce pertanto a variare il precarico della molla. Al centro si notano le scanalature effettuate al tornio per rendere la posizione del fermo regolabile.

Questi sono alcuni pezzi del mono kayana, si intravede la  boccola utilizzata per accorciare l'ammortizzatore. Di solito si installa una boccola sotto al pompante, come ho fatto sulla forcella, ma la presenza di un passaggio olio me lo ha impedito, allora ho abbassato tutto il gruppo guida interponendo la boccola appena sotto al fermo di chiusura dell'ammortizzatore.

Queste sono le lamelle del monoammortizzatore kayaba originale su cui ho lavorato diverse settimane prima di arrivare ad un risultato soddisfacente, i problemi maggiori li ho avuti nella delicata fase di chiusura-spurgo dell'ammortizzatore.

Questo è il volano durante l'alleggerimento al tornio. Ringrazio l'officina Coltitan di Genova per avermi messo a disposizione il "piccolo" tornio.