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L'enduro carbonaro degli anni 80-90

Aperto da alves, Maggio 17, 2006, 14:56:14 PM

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Il Regolarista

ma tu crescerai i Teppini nella retta via delle ruote artigliate  :)
i cavalieri di camelot vi aspettano fuori dai cancelli
membro di tana delle tigri ...... dio ci si arrapa con gli enduristi :)

alves


Eccomi di nuovo sul web dopo giorni di assenza: che discussione interessante dalle mie riflessioni!
Premetto che non volevo tirarmela in alcun modo, prendendo in giro i fighetti di 15 anni fa o quelli che adesso hanno la fortuna di avere mezzi da 9.000 €!

Lo sapevo che Il Regolarista avrebbe capito il mio pensiero; in sintesi la vedo così:

anni 60-70 il paradiso perduto: tantissimi percorsi, nessun divieto, esplosione della moda passione del fuoristrada, migliaia di praticanti, decine di case costruttrici di fuoristrada;

fine anni 70 primi anni 80, l’inferno: divieti a pioggia, repressione delle forze dell’ordine, calo dei praticanti, crollo del mercato, scomparsa di decine di case motociclistiche (SWM, Gori, Ancillotti, ecc., ecc.), per finire asfalto in avanzata su sterrati.

fine anni 80 anni 90 il purgatorio, in cui non si stava troppo male: divieti generalizzati, ma pochissimi praticanti, su mezzi neanche tanto appetibili  (cross 2T targate, enduro 4T racing inaffidabili, pesanti 4T Jap, XR/XL, XT/TT). Risultato: si girava abbastanza tranquilli, in precario equilibrio con forze dell’ordine e altri utenti del bosco.

Anni 2000: nuova esplosione del mercato, con mezzi da fantascienza solo pochi anni prima, ritorno di vecchi e nuovi praticanti all’enduro.
Ma il problema di fondo, divieti e ostilità di forze pubbliche e cittadini, era rimasto tale e quale!!!

Per questo stiamo andando incontro a una nuova mazzata!!

Poi ci sono gli avvoltoi che cavalcano la moda del fuoristrada per lucrare, finchè la va, poi i cazzi sono degli altri: pseudo-scuole enduro per portare in giro stranieri frustati dalla mancanza di tassello nei loro paesi, cavalcate fuori controllo da 1000 moto, rivenditori di quad che organizzano giri organizzati, e chi più ne ha più ne metta…

Ciao
Alves

alves

Interessanti le tue considerazioni, Teppo.
Anch’io sono giunto a considerazioni simili: in effetti il fuoristrada è un fenomeno urbano, fatto di cittadini che vanno nei boschi in moto, non di figli di montanari che prendono la moto per scorrazzare nei boschi dei padri!
Che certe zone montuose siano state la fucina della regolarità, come la bergamasca, probabilmente si spiega con la relativa vicinanza a realtà urbane in fondovalle o nel pedemonte che hanno portato ricchezza con fabbriche e commerci.
Nella montagna veneta più vicina, geograficamente e culturalmente, al Trentino, cioè l’Altipiano di Asiago, ricchissima di percorsi fuoristrada dallo sterrato alla mula impervia, non ho mai conosciuto o incrociato enduristi locali; chi gira da quelle parti viene da fuori, anche da molto distante, e questo non può essere visto di buon occhio dagli abitanti: se passa smarmittando il figlio del cugino di secondo grado chiudi un occhio, se passa una compagnia di gente di pianura chiami la forestale!
Anche li molti giovani hanno la moto da cross, me lo conferma un mio collega da Rotzo, (pure suo figlio scorrazza con la minimoto) ma non è enduro fare 4 salti con una moto da cross nel bosco dietro casa: enduro è girare per decine di km nei monti!
Come dici tu, fino agli anni 60-70 i veri montanari erano troppo poveri per permettersi la moto da enduro per svago, e poi come attività ricreative hanno preso piede gli sport montani, sci, pattinaggio, Hockey, e per ultima mountain bike.

P.S.: Però una pur minima attività enduristica ci sarà stata anche in Trentino, altrimenti da dove sarebbe nato l’impulso di vietare tutto?

Ciao
Alves

teppo

#18
Si, ho memorie lontane negli anni '70 di una gara organizzata a livello nazionale in Polsa di Brentonico (dove i veronesi vengono a sciare perchè è la più vicina a loro) poi più nulla ! Comunque c' è tuttora un campionato regionale, però siamo a livello del Curling: pochi praticanti e come spettatori solo i padri dei piloti....... mah, che dire, secondo me è proprio questione di tessuto sociale il fatto che in un luogo piuttosto che in un altro si sviluppino determinati comportamenti e passioni. Perchè comunque ora come ora la forestale non è un grosso problema, ripeto che in 20 anni mi hanno incontrato solo una volta, e prima di aver famiglia ero nei boschi ogni sabato pomeriggio, io e il mio amico Simone, gli unici della nostra numerosa compagnia !
Io AVEVO un XR650R/SM del 2000 e vivo a Rovereto, in provincia di Trento.
Ciò che mi invidiano tutti ? chiudo i motori col Motorsil-D e non perdono olio.

Il Regolarista

Caro Alves mi spiace contraddirti ma la scuola bergamasca Gritti , Signorelli , Caccia , Bartoli e altri è stata fatta proprio da ex-montanari .... se mi passate il termine .... pensate che Gritti à figlio di un cavatore e ancora adesso lavora in cava e fino a quando correva il giorno dopo le gare era già in cava e lo stesso gli altri la grossa differenza è stata che c' erano concessionari forti in zona che sponsorizzavano questi valligiani ...... pensate che Brissoni venne assoldato per portar in giro i " fighetti " milanesi ma come guida era troppo veloce e da buon bergamasco mollò più di qualcuno da solo sui sentieri  :P :P
i cavalieri di camelot vi aspettano fuori dai cancelli
membro di tana delle tigri ...... dio ci si arrapa con gli enduristi :)

alves

Caro Regolarista, non sapevo (e mi inchino alla tua conoscenza!) che i grandi campioni come quelli da te citati fossero figli di montanari, contadini o braccianti della più infima fatica…sicuramente la loro dura vita ha dato loro tenacia e forza per emergere, in questo caso in sella alla moto.
Ma se c’erano grossi concessionari in zona si vede che c’era la possibilità da parte di qualcuno di comprare le moto, che allora come oggi non costano poco…
Metti le valli Bresciane: saranno anche selvagge ed impervie in quota, ma il fondovalle è pieno di industrie, armi, meccaniche, ecc., e questo ha potato ricchezza, e magari anche interesse verso mezzi moderni e meccanici come la regolarità.
Prendi invece l’Altipiano di Asiago: qualche cava, qualche segheria, e tanti campi per le vacche: no soldi e no interesse per le moto.
Nel Trentino idem…
Anedotto: 2 anni fa un amico buca l’anteriore nel bosco in Altipiano; li do la mia camera di scorta, poi a Gallio al primo gommista si ferma per comprarmene una; non ci crederai, ma non aveva neanche una camera da 21”!

Ciao
Alves

Il Regolarista

La verità è che ci vuole sempre un precursore ..... la regolarità si è sviluppata in zone ben definite dell' italia .... Bergamo ..... brescia ..... Piacenza ..... Padova ......Treviso agli albori grazie a concessionari , motoclub e appassionati e da lì sono usciti i primi piloti forti ed il vivaio che si è venuto a creare negli anni ora l' enduro resiste ancora in taluni bacini grazie all' impegno ancora di tali individui come la scuola crossistica italiana nata in Piemonte e poi espansa su tutte le piste ma per decenni i più forti sono sempre stati i piemontesi ..... ma secondo me lentamente si stà andando a perdere tutto a causa appunto che questo sport si stà facendo sempre più nell' ombra e con la paura delle sanzioni e pochi sono disposti a sacrificarsi nelle uscite per portarsi dietro neofiti o ragazzini alle prime armi  :-\ :-\ speriamo di invertire la tendenza io nel mio piccolo ho converito già due utenti del sito il Nik e Rufus  ;D ;D ;D mi spiace solo di non riuscirci con XR 17 ormai deciso a passare al motard ...... vediamo se il sacro fuoco del tassello riuscirà a bruciare in lui ..... dai al meeting vieni off ti faccio da balia io  :-* :-* uno in più rubato alle ruote lisce
i cavalieri di camelot vi aspettano fuori dai cancelli
membro di tana delle tigri ...... dio ci si arrapa con gli enduristi :)

alves

Azzarola, IL REGOLARISTA tiene un cuore sportivo grande accussì, tutto dedito alla competizione sportiva, altro che pane e salame!
Piacerebbe anche a me vedere ogni tot anni nuovi campioni del carisma di Ostotero, Gritti, Grasso, Sala, ecc.; però è ovvio che se una pratica è osteggiata sono i campioni i primi che vengono a mancare: se non c’è vivaio non c’è futuro (senza considerare che in quest’epoca di cellulari, I-pod, Consolle e quant’altro la moto, 50 e 125, non sia più l’unico e il primo desiderio dei ragazzi!).
Io comunque sono più preoccupato di non poter più girare in fuoristrada per i fatti miei, causa inflazione di enduristi; baratterei tutte le gare, i campioni e le cavalcate d’Italia in cambio di girare tranquillamente per i sentieri.
Ma questo è un sogno, e sono consapevole che l’aspetto agonistico dell’enduro, i suoi atleti, le sue vittorie, danno lustro sportivo e nobiltà ad una pratica che i suoi denigratori vorrebbero ridurre a vandalismo verso l’ambiente di ignoranti maleducati con “le moto da cross”!

Ciao
Alves

Il Regolarista

Però poi ricevono i piloti vincitori a montecitorio per congratularsi con loro  :o :o :o :o ...... hanno la faccia come il  :ciappa: quando fà comodo i nostri governanti  ;)
i cavalieri di camelot vi aspettano fuori dai cancelli
membro di tana delle tigri ...... dio ci si arrapa con gli enduristi :)

massimo s

Basta essere rispettosi quando si gira in moto, e le cose possono restare tolleranti.
Se facciamo cazzate, poi la gente si incazza. E hanno ragione.
Quindi, come predico sempre in tutti gli altri forum italiani, diamoci una regolata tutti, facciamo i bravi, e saremo tollerati.
Siamo sempre pirati, ma cerchiamo di essere pirati buoni. ;)
D-istruttore enduro

Il Regolarista

anche i pirati buoni non vogliono essere rotti i coglioni quando girano però  :hmmm: :hmmm: :hmmm: :hmmm:
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membro di tana delle tigri ...... dio ci si arrapa con gli enduristi :)

megatenere

Capperi che discussione appassionata. :) :) :) :)
Io come tanti ho smesso di girare nei primi anni 90 dopo visto che erano più le fughe che mi toccava fare che il gusto di girare in mula.
Ora ho ripreso da un annetto e devo dire che la situazione è molto migliorata, ma quanto durerà non si sà. Nelle valli bolognesi bisogna sapersi muovere molto bene per poter girare altrimenti non trovi nemmeno una strada bianca, però non ho problemi con la forestale che addirittura ci saluta cordialmente quando passiamo!!!!!
Ma bisogna che tutti si mettano in testa che ci vuole educazione anche sulle mule.
Basta con le marmitte da competizione che tanto solo i manici portano al limite le prestazioni di una moto in mula, e quando c'è della gente che ti vede passare bisogna andare PIANO e magari salutare con cortesia.  Evitiamo i luoghi palesemente vietati, non entriamo nelle proprietà alrui, facciamoci accompagnare nei luoghi che non conosciamo da chi sà dove portarti senza avventurarsi .Quando avevo 16 anni queste cose non le capivo e credo sia difficile che come dice qualcuno in questa discussione, siano i matusa a fare asinate nei boschi.
Comunque spero che questo sport possa soppravvivere e siamo noi che dobbiamo adattarci a essere invisibili agli altri (nel senso  che non dobbiamo rompere i ......... a gli altri utenti delle montagne) cosi che non ci vogliano male.
Ciao a tutti
Non importa cosa guidi......in offroad conta solo il manico!!!!!

Dueruote

Citazione di: alves il Maggio 17, 2006, 14:56:14 PM
Che diverso che era l’enduro solamente 15 anni fa, quando ho cominciato! Sembra preistoria.
Era un enduro Carbonaro, fatto di pochi irriducibili cospiratori che avevano resistito alla repressione  fatta a suon di multe e divieti di transito durante tutti gli anni 80.
L’asfalto era avanzato alla grande, ma rimanevano ancora molte sterrate, almeno dalle mie parti.

C’erano poche possibilità di aggregazione per i fuoristradisti.
Internet non esisteva od era solo un giocattolo per informatici maniaci; Motociclismo faceva 1 prova di moto da fuoristrada contro 10 stradali, custom, scooter; gli striminziti trafiletti delle gare ed eventi enduristici erano nelle ultime pagine della rivista, quasi il nulla: fino all’avvento del Web credevo che la unica cavalcata in Italia fosse quella delle Valli Orobiche!
C’erano, è vero, i Motoclub, che però, allora come oggi, sono tane di agonisti da cronometro e P.S., piuttosto che enduristi Pane e Salame.
C’era poca gente in giro per i boschi: quando si incrociava una compagnia (quasi mai), era una festa, e magari si procedeva assieme!
Le moto erano poche, la scelta ridotta.
Gli smanettoni da campionato regionale avevano le 2T, in maggioranza scorbutiche cross jap targate dagli importatori; c’erano le sempiterne Husqvarna e KTM, ma soffrivano di scarsa affidabilità e pessima fama (le KTM bianche con la sella verde, ad esempio), è di quegli anni il fallimento KTM.
I “tranquilli”, come me, rifuggivano da questi 2T ingordi di miscela e candele, preferendo le 4T pseudo-racing di allora, in primis le regine XR600 e TT600.
Ma anche con i 4T la vita era dura: peso elevato, ingombri eccessivi, la temibile leva d’avviamento che spaventava i fighetti, atterriti da leggende urbane di rinculi assassini, di caviglie frantumate dalla compressione del 4T! Per dovere di cronaca c’erano le Husqvarna a 4T, le prime Husaberg, le prime LC4, ma quanto a caratteristiche di guida e costi di gestione erano più vicine ai 2T.
Infine, quelli che mi stavano più simpatici, quelli che ci provavano con i mezzi improbabili: non era raro trovare gente a fare enduro (non semplici sterrati) con Honda XL e Yamaha XT di tutte le cilindrate, Gilera RC600, Suzuki DR 350 e 600, Kawasaki KLR, Cagiva T4.
I fighetti che avevano il 125 di moda, come l’RX o il Tuareg Rally, al massimo li vedevi nei campetti, in mulattiera non li incontravi mai!

Ora, 2006…

Yamaha dal 97 col WRF, KTM dal 99 con la EXC, e poi le altre a seguire, hanno aperto un mondo!
4T leggeri come un 2T, potenti più di un 2T, avviamento elettrico: XR e TT sono diventati dinosauri preistorici, tutti o quasi si sono lanciati sulle nuove, meravigliose, moto, anche chi non faceva più fuoristrada da anni o chi non l’aveva mai fatto!
Anche i 2T sono cambiati, vedi KTM e Gas Gas, vere enduro, non cross con la targa.
Nel paesetto all’imbocco della valle, 10 anni fa, al sabato pomeriggio, ci si trovava in 5-6 di media, 8 quando eravamo tanti; ora c’è così tanta gente che si fanno 2 o addirittura 3 compagnie distinte, perché 20 moto assieme sono troppe! E la domenica mattina, sempre dallo stesso paese, c’è un’altra compagnia che parte! Non credo che nel resto d’Italia sia diverso…
I sentieri più noti sono iper-sfruttati, segnati dal passaggio delle moto; se si incontra altra gente si cerca di evitarla per non fare gruppone, si guarda con sospetto per capire se sono “intrusi”.
Trovare compagnie e percorsi non è più un problema, internet lo usano anche gli analfabeti, ci sono decine di siti enduristi dove trovare guide e percorsi; col GPS i più tecnologici si mappano il percorso, così non lo perderanno mai più, la memoria può fare scherzi, il PC no…
Gli editori se ne sono accorti, MF non si lascia scappare una cavalcata, volendo ogni fine settimana c’è in Italia una sgommata di qualche centinaio di moto…

Chissà quanto durerà il giocattolo, chissà quando ci randelleranno per bene come negli anni 70-80.
Sono un nostalgico dell’enduro carbonaro…

Ciao
Alves


Parole sante... figurati quello di 25 anni fa o addirittura 30....quando si chiamava...Regolarita' e non c'erano i verdi,gli ecologisti,i forestali a rompere le balle,allora si che ci si divertiva,ora bisogna chiedere permessi,andare solo dove organizzano le endurate in posti battuti e ribattuti,magari pagando,grazie a internet ci si conosce tutti ,questa e' una cosa psoitiva,ma io penso che era meglio una volta,piu' liberata'meno clamori,nessuno si sognava di mettere FILI SPINATI e meno cagate....GPS,satelliatri,cellulari,gomme nuove,moto da 9000 euri per fare quello che si fa con un cesso di 20 anni fa,fare enduro oggi e' mooolto piu' facile,ma moolto meno appagante! :)
Alla prossima!
Dueruote con e senza....motore!

uncleroby

#28
Bello il resoconto evolutivo fatto da Alves.

Ne deduco che negli anni 60-70 (paradiso perduto) le persone abbiano easgerato come sempre fà l'uomo: non sa limitarsi, capire i fenomeni e le conseguenze.
Immagino che se a quel tempo i regolaristi fossero stati più rispettosi, come insegna MegaXR, ci sarebbero stati meno divieti.
E' sempre la stessa storia da cui l'Uomo fatica ad imparare: prima agisce e poi subisce le conseguenze... alla fine trova uno pseudo-equilibrio meno "felice" di quello chhe sarebbe potuto essere pensandoci prima...
Le moto del tempo avevano 2 grandi difetti: erano rumorose e puzzavano.

Sopra tutte queste considerazioni bisogna tenere ben a mente che siamo in troppi, almeno in Lombardia, troppa gente e continua ad arrivarne. E' chiaro che le libertà siano sempre meno.
Mi immagino cosa accadrebbe se in Brianza togliessero i divieti!

In questa condizione di illegalità io cerco di fare quello che posso:
1) Evito di girare sempre nello stesso posto e comunque limito le uscite.
2) Cerco di essere rispettoso al passaggio di altri "utenti del bosco", anzi cerco di essere rispettoso SEMPRE!
3) Tengo lo scarico originale o comunque omologato, come dice il Grande Pablo in un altra discussione.
The rule is to improvise, adapt, overcome!

Il Regolarista

le moto del tempo sono meno rumorose delle moderne caro zio e inquinano pure molto meno  ;) ;)
i cavalieri di camelot vi aspettano fuori dai cancelli
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